Installare Ubuntu 10.04 , Ecco Delle Alternative

da ZioGeek

Ubuntu 10.04 è il nuovo sistema operativo Linux che sta facendo impazzire tantissimi utenti in tutto il mondo. Una delle cose migliori è quella che è possibile installarlo su qualsiasi macchina, dato che la maggior parte dei computer lo eseguono. Se stai cercando di installare Ubuntu in circostanze insolite, allora vediamo delle alternative per installare Ubuntu.

Alternative per installare Ubuntu

Installazione da USB. Il miglior strumento di lavoro in questo caso è UNetbootin, che permette di avere una grande varietà di Live CD nella nostra penna USB. Basta fare il boot da chiavetta USB e si dovrebbe essere pronti per partire.

Se vuoi installare Ubuntu sul tuo Mac, ecco come fare. Gli utenti Mac sono spesso esitanti sull’installazione di Ubuntu sul proprio sistema, dato che software proprietario Apple, Boot Camp, non supporta ufficialmente Linux, e molte delle guide per usare Ubuntu sono veramente complicate.

Per installare Linux su Mac bisogna usare rEFIt, un boot loader alternativo per Mac, molto più amichevole di BootCamp.

Installazione da disco USB. Se vuoi una versione portatile di Ubuntu allora puoi avere varie alternative, come LiveUSBCreator. In alternativa, puoi avviare il CD di installazione di Ubuntu ed installare il sistema operativo sul disco USB invece che sull’hard disk del computer.

Installazione con VMWare. VMWare consente di installare Ubuntu su qualsiasi unità. Bisogna creare una nuova macchina virtuale, ma invece di creare un disco virtuale VMWare bisogna far scrivere il sistema operativo direttamente su una unità fisica, come il disco secondario del  computer o una chiavetta USB.

andLinux: Ubuntu in Windows senza emulazione

di Michele C. Soccio, da oneopensource

andLinux - esempio di menu

Negli ultimi giorni è balzato agli occhi di giornalisti, blogger e appassionati il progetto andLinux, che permette di utilizzare un completo sistema Ubuntu Linux all’interno di Windows senza ricorrere all’emulazione, con netti vantaggi prestazionali.

Il trucco sta tutto, o quasi, nel cuore del sistema, ovvero nel progetto coLinux (Cooperative Linux), un port del kernel Linux su piattaforma Win32. Il kernel Linux non è altro che un programma e quando è in esecuzione non è altro che un processo, anche se con caratteristiche speciali. Partendo da questo, gli sviluppatori di coLinux hanno adattato il kernel scritto da Linus Torvalds in modo da farlo funzionare come un servizio Win32.

Il resto della magia di andLinux è ottenuto tramite l’emulazione dei dispositivi hardware principali: per l’audio si è ricordi all’ormai celebre Pulse Audio, mentre la GUI viene fatta funzionare agganciandola ad un server X nativo per Windows, in questo caso XMing. Gli applicativi hanno inoltre accesso alla rete e a Internet, da cui si possono scaricare e installare programmi aggiuntivi tramite il canonico apt-get (pensavate forse potesse mancare?).

andLinux inoltre fornisce un elevato grado di integrazione con l’interfaccia di Windows, soprattutto quando si utilizzano applicativi KDE: è possibile associare i tipi di file alle applicazioni Linux, aprendo ad esempio i file di testo con Kate, e inoltre i programmi Linux utilizzano correttamente l’area di notifica di Windows.

Le applicazioni dei due mondi possono anche condividere la clipboard del copia-e-incolla, mentre per l’utilizzo delle stampanti bisognerà attendere la prossima release. Altra piccola grande assente è la multiutenza: tutti gli applicativi di andLinux infatti girano con i privilegi del servizio coLinux, indipendentemente dall’utente. Pertanto è sconsigliato utilizzare andLinux su macchine che non siano strettamente singolo utente.

A tutti gli utenti Windows che volessero provare andLinux, al momento in versione Beta 1 RC6, non resta altro che scegliere tra il gusto KDE da 665MB da scaricare e 4,5GB da occupare, oppure il più leggero XFCE con un download di poco inferiore ai 150MB che va ad occupare solo 2,5GB. Pochi gli accorgimenti da seguire: almeno 192MB di RAM (ma è sempre meglio abbondare), un file system formattato NTFS (niente FAT32) e, almeno per ora, un sistema Windows 2000, XP o Vista a 32 bit.

Questa volta davvero non ci sono più scuse per non usare il pinguino.