Ebook: intervista a Fabio Brivio di Apogeo che per primo ha realizzato libri digitali. Quale futuro dopo Kindle di Amazon?

A cura di Francesca Cappennani per WebmasterpointSu gentile concessione di Apogeonline

Intervista ad uno dei primi italiani che ha realizzato e pubblicato (gratuitamente e a pagamento) ebook in Italia. Kindle sarà veramente la rivoluzione da tanti anni annunciata?

Francesca Capennani: Kindle sembra il reader per ebook che mancava. Piccolo (o grande) quanto serve, leggero, grande autonomia e capacità di archiviazione, ottima leggibilità, dotato di connettività wireless per comprare e scaricare (e leggere) nuovi titoli in movimento. E un padre che in fatto di libri la sa lunghissima: Amazon.
Fabio Brivio: Senza dubbio l’annuncio del rilascio di Kindle ha colpito chiunque si occupi o sia interessato agli ebook. Amazon è il leader della vendita online di libri. Il suo successo è ineguagliato. Amazon ha messo in pratica il concetto di coda lunga prima ancora che venisse teorizzato. Quindi se Amazon decide di scendere nel campo dei libri elettronici con un reader proprio, non si può che alzare l’attenzione e cercare di capire che impatto avrà sul mercato questo strumento.
FC: Già, il mercato degli ebook. Di ebook si parla a diverso titolo da anni. Noi qui in Apogeo abbiamo cominciato a fare ebook dal 2000. Ma ad oggi le aspettative sono state disattese.

FB: Gli ebook sono la diretta conseguenza dell’espansione di Internet. Con il gonfiarsi della bolla delle dotcom tutti i settori commerciali hanno investito molto in Rete. L’editoria lo ha fatto teorizzando e producendo ebook. Era inevitabile, come inevitabile è stato il fallimento di tutte le attività non supportate su valutazioni di business attente. La Rete non era una miniera d’oro, non era il Re Mida dell’economia. In Rete funziona, rende e sopravvive solo ciò che offre un reale servizio agli utenti. Gli esempi noti sono Google, Amazon.
FC: Aspetta, torniamo agli ebook. Perché non portavano reale valore? Dove hanno sbagliato gli editori?

FB: L’errore è stato di comprensione. È mancata la riflessione su che cosa fosse o dovesse essere un ebook. Sì è partiti a testa bassa a digitalizzare libri senza comprendere la vera essenza del libro elettronico. Chiedi a dieci persone che cos’è un ebook e avrai altrettante risposte diverse. Spesso si associa l’ebook al formato di codifica: pdf, lit, rtf, txt… Ma concettualmente un ebook è un contenuto intellettuale scritto, codificato e distribuito attraverso tecnologie digitali. L’ebook non deve essere la versione elettronica di un libro, non può limitarsi a questo, perché allora non serve a granché. La carta è una tecnolgia che da 500 anni soddisfa pienamente le necessità dei lettori. L’ebook deve dare qualcosa di più.

FC: Spiegati meglio, per favore.

FB: Uno dei motivi che spesso motivano la non volontà di acquistare un ebook è che in realtà non si possiede realmente un libro, ma solo un file. Ecco questo è sbagliato e dimostra come la potenzialità dell’ebook non sia stata capita. Il libro fisico garantisce solo la proprietà della carta e dell’inchiostro su cui il libro è stampato, ma pone dei seri vincoli all’accesso al suo contenuto in maniera differente dalla lettura. L’ebook dovrebbe superare questi limiti rendendo le operazioni di navigazione, ricerca, copia, lettura e trasporto più semplici.
FC: E questo non avviene?

FB: Non avviene sempre, e questo è un problema che ha essenzialmente due padri: l’utilizzo di protezioni Drm e l’assenza di un reader pratico. L’applicazione di Digital Rights Management agli ebook ne limita diverse potenzialità. I testi non possono essere copiati su altri file (per esempio per motivi di studio) o su altre macchine o supporti (quindi se la macchina si rompe, l’ebook è perso), o stampati su carta o l’ebook è consultabile per un tempo determinato. Ebook con la scadenza, allucinante. Inoltre i sistemi di Drm costano, molto, e questo incide sul prezzo dell’ebook che dovrebbe invece essere competitivo rispetto al libro. Poi c’è la questione del reader. Leggere a video è faticoso e l’idea di dover leggere un romanzo sullo schermo di un computer scoraggia non pochi lettori. I reader fino ad ora commercializzati hanno in parte risolto questo problema, ma hanno ancora prezzi importanti, non invitanti per i piccoli lettori. Chi legge poco, magari in treno e in metropolitana è pienamente soddisfatto dal taglio tascabile di molti titoli. Alla fine di libri ne leggi uno alla volta. Quindi i reader catturavano l’attenzione solo dei grandi lettori quelli che veramente ne sfruttano le possibilità di lettura e di archiviazione. Quelli che hanno la necessità o il piacere di avere “in tasca” la propria libreria.
FC: Ed ecco che arriva Kindle. Anche per questo dispositivo accadrà lo stesso?

FB: Kindle si presenta potente e funzionale. Certo è costoso, ma non va dimenticato che a differenza degli altri reader non ha alle sue spalle una società di software o hardware. Ha alle sue spalle Amazon, il libraio digitale per eccellenza. La realtà ha cambiato il modo di acquistare libri di milioni di utenti. Con questa storia alle spalle non sorprenderebbe che Kindle riuscisse a dare uno scossone al mercato degli ebook. Potrebbe diventare quello che iPod è oggi per la musica (e il video) digitale.
FC: Rimane quindi il problema dei Drm…

FB: Da parte degli editori arrivano messaggi importanti, specialmente dal Nord America. La possibilità che un libro circoli in Rete spaventa un po’ meno, forse anche perché ci si è resi conto che questo già succede nelle reti P2P analogalmente ai file Mp3, senza tuttavia penalizzare (troppo) le vendite. Oggi si va verso il Social Drm, libri elettronici senza limitazioni se non quella che in ogni pagina è stampato il nome dell’acquirente. Questo contribuisce a creare un rapporto di mutua fiducia tra lettore, autore, editore. Inoltre si comincia a comprendere che l’ebook non ucciderà mai il libro (o se questo avverrà sarà in un futuro lontano – che non mi auguro, né so immaginare). Il libro cartaceo dà delle sensazioni che l’ebook non può ne potrà mai dare. Lettori, editori, noi tutti avremo sempre bisogno di libri cartacei… insieme ai libri elettronici per ragioni diverse. In questo senso l’ebook diventa altro dal libro, oltre il libro: un nuovo modo di vivere il medesimo contenuto. Ed è questo l’importante. Questo è il fattore di crescita culturale e di mercato che sta (o sarà) alla base del successo degli ebook. Per il lettore amante della carta gli ebook saranno uno strumento di marketing: scaricati il libro digitale o alcuni capitoli, se ti piace acquistalo dal tuo libraio di fiducia o da Amazon. Oppure: acquista e leggi il digitale del libro che ti interessa due mesi prima dell’arrivo in libreria e a un costo inferiore. Su formule come queste molti editori medio piccoli stanno conquistando quote di mercato. Certo non è semplice, ma la strada è tracciata.
FC: Quali sono i problemi per gli editori nel breve periodo?

FB: Per gli editori uno dei problemi è l’assenza di un editor in grado di lavorare in maniera ottimale su testo attraverso un formato di codifica standard. Manca insomma l’ottimizzazione software del processo produttivo. Un’applicazione client/server che permetta all’autore di lavorare sul suo libro condividendo attraverso una rete dedicata il suo lavoro con l’editore, che in questo modo potrebbe gestire con maggiore elasticità il lavoro di editing, ma non solo. L’applicazione dovrebbe tenere traccia di tutte le modifiche/revisioni. Quindi dovrebbe salvare l’opera in un formato standard facilmente condivisibile per un suo agevole (ri)utilizzo: creare capitoli sample da distribuire in posta eletronica alle liste dei giornalisti interessati, creare pdf del libro da vendere in anteprima sul Web, o i file di stampa per lo stampatore. Tutto questo riducendo i tempi di lavorazione e l’uso della carta per i lavori sulla bozza, e spalancando le porte al print on demand. Il formato di codifica dovrebbe essere su base Xml, e in questo senso soluzioni ci sono: TEI, DocBook o la soluzione allo studio dell’International Digital Publishing Forum. Le possibilità tecnologiche per lo sviluppo di un sistema simile esistono. Ma partire da zero significa un investimento importante, sia che l’applicazione venga sviluppata in casa sia che venga sviluppata esternamente. Un costo che non tutti gli editori – soprattutto se piccoli – possono affrontare.
FC: Dopo tante parole, un po’ di numeri. Per esempio, come vanno gli ebook di Apogeo?

FB: Il nostro catalogo è piccolo. 100 titoli di cui circa 70 distribuiti gratuitamente e 30 a pagamento. Sui titoli a pagamento siamo quasi integralmente passati a un Social Drm, eliminando così il noioso vincolo di apertura dell’ebook tramite password. I numeri delle vendite sono piccoli, ma la tendenza è positiva. Dal 2004 al 2006 le vendite sono raddoppiate di anno in anno. Nel 2007 stiamo invece per confermare il dato del 2006. In questo ultimo anno abbiamo infatti potuto investire poco tempo sugli ebook. Qualche titolo è nato come ebook è poi portato su carta. Qualche libro è nato di carta e poi portato in digitale. Spesso usiamo il formato digitale per permettere al lettore e cliente di Apogeonline di scaricare anteprime prima di procedere all’acquisto. Inoltre costantemente portiamo le nostre novità su Google Ricerca Libri, dove è da tempo presente buona parte del nostro catalogo storico. Insomma come editore guardiamo agli ebook con interesse e fiducia, come un oggetto culturale irrinunciabile e un potente strumento di marketing. Siamo convinti che il futuro sarà roseo per gli ebook.
FC: Kindle o non Kindle?

FB: Esatto.

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